Non ci sono soluzioni per il mondo dei trasporti? Ce le facciamo noi...
Il caso di Tarasconi Trasporti, operatore logistico piacentino che utilizza due applicazioni 'custom' per il controllo dei processi
di Daniele Lazzarin
Quello dei trasporti è un mercato particolarmente importante per l'economia italiana (vale 180 miliardi di euro l'anno) ma non adeguatamente 'attrezzato' dal punto di vista dei sistemi informativi aziendali. I motivi sono annosi e in gran parte strutturali, dalla carenza di soluzioni ICT adeguate alla forte frammentazione di filiere e modelli di business, fino al 'nanismo' delle aziende del settore, spesso indice di strategie competitive non particolarmente innovative.
Spesso ma non sempre, come dimostra il caso di Tarasconi Trasporti, che con i suoi 5 milioni di euro di fatturato (dato 2006) è nettamente la realtà più piccola citata tra i casi innovativi del recente rapporto sugli Intelligent Transport Systems (le soluzioni ICT per il mondo dei trasporti) della School of Management del Politecnico di Milano.
Tarasconi ha sede a Piacenza ed è un trasportatore intermodale (ovvero utilizza mezzi diversi) di prodotti chimici, petrolchimici e petroliferi a livello nazionale e internazionale.
La sua particolarità è di controllare tutto il processo di trasporto con due applicazioni sviluppate 'in casa': il software Voyager 2000 e un sistema di monitoraggio della posizione dei mezzi di proprietà. "Voyager è una sorta di ERP per gli operatori multimodali, che copre tutte le fasi dalla ricezione dell'ordine alla consegna del carico al ricevitore finale - ci spiega Katia Tarasconi, CIO di Tarasconi Trasporti -: l'altra soluzione invece ci permette in ogni momento di tracciare la posizione dei nostri mezzi tramite box GPS/GPRS". Per le attività in area IT/telematica l'operatore piacentino ha tra l'altro costituito una società ad hoc, Irix, presieduta dalla stessa Katia Tarasconi, che si occupa di sviluppo di siti, intranet e applicazioni web e di comunicazione.
La tipologia di trasporti, che spesso riguarda prodotti in cisterna (chimici, petroliferi, ecc.) classificati come merce pericolosa, ha spinto poi Tarasconi ad approfondire tecnologie e applicazioni di tracciamento e monitoraggio, e a entrare nel progetto Easylog, che coinvolge il gruppo Siemens, il Politecnico di Milano e alcuni trasportatori e interporti: "In poche parole, l'obiettivo è di sviluppare una piattaforma di tracciamento della merce - ci spiega Katia Tarasconi -: oggi esistono tecnologie e applicazioni consolidate di monitoraggio dei mezzi, ma non della merce, e questa differenza diventa fondamentale quando la merce è pericolosa".
Idealmente, quindi, il sistema Easylog dovrebbe permettere alle piccole e medie aziende di trasporto un controllo diretto e in tempo reale delle merci trasportate, con maggiore garanzia di sicurezza e con la possibilità di intervenire subito in caso di emergenze (incidenti, fuoriuscita di materiale, ecc.) o ingorghi del traffico. Il progetto comprende inoltre lo sviluppo di sottosistemi per la gestione delle flotte, la sensoristica, la comunicazione tra gli attori della filiera. Attualmente, ci spiega Tarasconi, è in fase conclusiva la fase di sperimentazione su alcune casse trasportate dalla flotta dell'operatore piacentino, con dispositivi applicati direttamente all'unità di carico (che quindi seguono la merce indipendentemente dal mezzo di trasporto) e dotati di modulo GPS per la geolocalizzazione, sensori per la misura di pressione e temperatura del carico, e modulo GPRS/GSM per la trasmissione dei dati. "Uno dei problemi è la batteria del dispositivo di tracciamento, dato che le cisterne stanno lontane per molto tempo da possibili fonti di energia per la ricarica: la soluzione è stata di dotarli di un pannello solare".
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